venerdì 18 gennaio 2013

Il Luogo detto Francischu...

Durante l'ultima settimana siamo stati in questa piccola comunità spontanea di 6 persone, perlopiù tedeschi, che vivono in totale simbiosi con il bosco che li ospita qualche chilometro ad ovest di Bonifacio. La comunità del Lieu dit Francischu nasce nel 1982, quando Reinhard arriva con la famiglia su di un carretto tirato da una cavalla e decide di installarsi qui per vivere rifiutando completamente i modelli consumisitici. Da oltre 30 anni conduce una vita totalmente ecologica praticamente senza produrre alcun rifiuto ed in totale autosufficienza.

Quando arriva il buio si accendono le candele fatte in casa ed un paio di vecchie lampade a petrolio e l'atmosfera cambia completamente, si discute o si gioca sul grande tavolo, seduti su pelli di pecora e circondati dai gatti di casa, di cui Simone, quello che si vede a destra, è il gran decano.

La casa pentagonale risale ad appena quattro anni fa ed è stata costruita dopo che la comunità è stata forzatamente sgomberata dalla collina retrostante dove si era installata dall'inizio (vedi video Michaela e Reinhard girato prima dello sgombero).
E' incredibile come ogni cosa abbia perfettamente il proprio posto e naturalmente lì debba essere rimessa, all'interno si cucina sulla stufa economica ed all'esterno è stato costruito un grande lavabo e tutti i ripiani per piatti ed attrezzature varie.

L'interno della casa. Naturalmente viene utilizzata solo in questi pochi mesi invernali perchè il resto dell'anno tutta la vita si svolge all'esterno riparati da grandi tendoni dove con il legno sono stati costruti veri e propri salotti.

L'orto da cui proviene tutta la vedura che mangiano è il massimo della biodiversità infatti comprende molti microambienti creati sfruttando le grandi rocce granitiche presenti. E' circondato dal bosco di sughere, corbezzolo, lentisco e mirto e presenta canne palustri, angolo riparato con agrumi e banano, vari alberi da frutto, arbusti e rovi, angolo con il pollaio, serra per il semenzaio costruita intorno ad una roccia e vari punti d'acqua.

Ecco l'angolo nord con gli agrumi ed il banano alle spalle. La grande roccia retrostante è alta una decina di metri, ripara dal vento ed accumula calore di giorno rilasciandolo la notte.

Il podere si estende su di una cinquantina di ettari misti tra bosco, pascoli e macchia mediterranea, concessi in usufrutto gratuito ed ospita 16 mucche, 10 vitelli, un toro, un cavallo, una mula, 4 asini, 15 pecore con 6 agnelli, un cane, 6 gatti, 12 tra galline e galli e 2 anatre. Quindi anche dal punto di vista delle proteine animali la comunità è più che autosufficiente.

Le due anatre hanno a disposizione un grande bacino e di giorno sono libere di andare ovunque vogliono.

Vista la loro curiosità è stato impossibile riuscire a fotografare tutti e quattro gli asini insieme perchè il capofamiglia Fango occupava da solo tutta l'inquadratura con il suo faccione e quindi ecco i due figlioletti.

Le pecore al pascolo, forniscono latte per fare diversi tipi di formaggi, da quello fresco a quello stagionato passando per quello con le erbe.

Reinhard semina a spaglio l'avena dopo che per qualche giorno abbiamo ripulito tutto estirpando a mano il cisto, eliminando qualche radice grossa ed i bulbi di asfodelo, quindi una passata di cenere e letame maturato due anni e ricoperto il tutto con foglie secche di querce ed aghi di pino presenti in gran quantità nel bosco adiacente. Quando le piantine saranno di circa 30 cm entreranno le pecore a brucarle dopodichè getteranno con ancora più vigore. L'avena e la paglia serviranno agli animali durante la stagione estiva e l'inverno prossimo verrà seminato dell'orzo da panificazione, un bel metodo per migliorare il terreno.

Stamattina i due montoni si disputavano la leadership territoriale, le loro cornate risuonavano per il bosco, ma alla fine naturalmente... amici come prima.

Alle spalle della casa c'è una collina di massi granitici alta un centinaio di metri chiamata il Castello. Piena di corridoi, strettoie e sentieri che arrivano fino in cima. Eccoci con Reinhard nella Cattedrale, a mezz'altezza del Castello e dove sono state ritrovate tracce di antiche attività druidiche.

L'occhio del Gatto.
La vista da una delle due cime del Castello, quasi tutto quello che si vede sotto è il terreno di Francischu che arriva fino all'insenatura del mare.

L'insenatura vista dalla piccola spiaggetta accessibile con 10 minuti di cammino nel bosco, a sinistra a poco a poco diventa uno stagno.

Un bel bagno rinfrescante di metà gennaio, la bocca aperta non è per lamentarsi del freddo ma per dissipare il surplus di calore corporeo, il cappello di lana da marinaio è solo di scena e fa da pendant con le barche.

Questa sera abbiamo festeggiato la nostra ultima notte a Francischu con un gran falò e musica con i giochi di fuoco. Domattina presto partenza per Bonifacio dove ci imbarcheremo per far ritorno in Sardegna.

2 commenti:

  1. grazie per i vostri reportage, ci servono per capire che le alternative sono davvero possibili...complimenti a voi!
    carmen

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  2. Bravo et merci pour ce superbe descriptif du lieu et les belles photos. Clair, juste et complet... du moins pour ce que je peux en juger en vivant sur ce lieu depuis un mois et demi.
    Bonne suite dans vos aventures,
    Marie d'eau

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