lunedì 2 dicembre 2013

Gli animali di Panta Rei e La Buona Terra

Eccoci con la consueta sfilata fotografica degli "altri" abitanti dei luoghi che visitiamo, colorati, imprevedibili, spontanei e sorprendenti. Cominciamo con le coccinelle che con l'arrivo del freddo si raggruppano tutte a formare grandi colonie alla ricerca del massimo calore. Spuntano da ogni anfratto all'uscita del sole e vi rimangono assorbendone più calore possibile.

Questa coccinella, purtroppo con un'ala che non si spiega interamente, ha provato e riprovato ad estenderla in posizione di volo senza nessun risultato. Chissà se in questi tentativi avrà esaurito una buona dose della sua energia per affrontare l'inverno.

Passiamo ai gatti, ce ne sono tanti sia a Panta Rei che alla Fattoria La Buona Terra, qualcuno selvaticissimo ed inavvicinabile mentre altri super coccoloni.

Questo è il gatto selvatico che a Panta Rei vive nell'orto e si avvicina miagolando solo ogni mattina al momento in cui aprivamo la porta alle oche e rovesciavamo a terra il bidone dell'umido.

Questi invece sono i rappresentanti felini selvatici della Fattoria La Buona Terra, tra cui riconosciamo i rossi JohnnyUno, Due e Tre.

Le composte galline della Buona Terra appollaiate sul ramo di un pino.

Passiamo ai cavalli, alla fattoria ce ne sono diversi sparsi un po' in giro nei vari uliveti, si fanno avvicinare ma mantengono sempre un'aria abbastanza sospettosa nei nostri confronti.

Punta è la cinta senese della fattoria, lei si fa facilmente avvicinare anche attratta solo da una melina selvatica.

Ogni mattina appena svegliati ed al pomeriggio tardi avevamo il compito di aprire e chiudere le oche. Nei giorni dei corsi ricevevano un paio di bidoni di scarti di cucina al giorno.

Mucche e vitelli belli tranquilli si godono il pascolo verso nordovest.

La popolazione caprina ed ovina si muove in un unico gregge, succede spesso che le più curiose ed intraprendenti capre studino la situzione dei recinti, insistendo riescano ad aprire un pertugio, vi escano in cerca della libertà seguite dalle più pacate pecore e tutt'insieme si ripresentino alla fattoria belado un comune " beeeh, emmò che facciamo?"

Questa incontrata nel bosco, lunga una quarantina di cm, dovrebbe essere una lepre dalle orecchie corte, ma non siamo totalmente sicuri. Se qualcuno avesse notizie certe...

Migratrice dal Portogallo, arrivata come volontaria del servizio europeo e divenuta stanziale, occupandosi proprio della gestione dei volontari ed ospiti, questo rarissimo esemplare di Anita si è fatta facilmente ritrarre nella casa sull'albero con bottiglione di vino.

Altro raro esemplare migratore, originario del torinese, questo esemplare di Daniele si è da anni stanziato alla fattoria occupandosi della parte agricola. Eccolo ripreso mentre opera un vistoso foro nella parete di terra e paglia per farvi passare il tubo della nuova stufa. Naturalmente il foro viene in seguito facilmente richiuso con lo stesso materiale.

Eggià, è arrivato dicembre e le foglie iniziano davvero a cadere.

Ecco il momento in cui settimana scorsa è cambiato il tempo. I bei nuvoloni neri hanno portato vento freddo ed un po' di neve, che ci ha interrotto nella raccolta delle olive.

Intanto noi da venerdi scorso, salutato Panta Rei e la Buona Terra, ci siamo rimessi in strada col Bungbu in direzione nord verso il Piemonte. Ma prima di arrivare ci concediamo un paio di settimane di visite e rimpatriate ad amici sulla strada che ci sta portando da Perugia alla Val Maira. E qui la parola Val Maira dovrebbe far scattare qualcosa a chi ci segue (qui sul blog) dall'inizo del viaggio... eh eh eh :)

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