lunedì 14 ottobre 2013

Eccoci in Umbria, a Che Passo!

Allora, eravamo rimasti alla ri-traversata degli appennini dalla Romagna all'Umbria passando per la Toscana ed ora eccoci qui a Candeggio, bella località nel comune di Città di Castello (PG) per la nostra prima tappa umbra del Giroingiro, ospiti degli amici di Che Passo!
Dal 2010 Michela e Roberto hanno fondato l'omonima associazione ed accolgono i pellegrini in cammino sul sentiero di San Francesco verso Assisi, gestiscono i loro 4000 metri quadri di terreno secondo i principi della Permacultura e stanno mettendo a punto un progetto comunitario da sviluppare nei prossimi anni nel podere a fianco.
Insomma, dopo tanti anni di corrispondenza telematica gli elementi che ci hanno finalmente portato qui ci sono davvero tutti.

La grande casa in realtà era la canonica della chiesetta a cui è attaccata e può dare un comodo rifugio fino a 16 ospiti con varie stanze, bagni ed una cucina comune. Tutto il giardino si trova davanti ottimamente esposto a sud.

Anche per questa tappa, dato che le temperature notturne non scendono ancora sotto i 10 gradi, abbiamo deciso di dormire nel Bungbu, quindi alla fine del mese il totale delle notti passate all'aperto supereranno quelle passate in stanza (tipo 450 contro 430).

La casa nella sua cornice di boschi e pascoli di alta collina, 650 metri s.l.m.

Candeggiolo, il futuro di Che Passo! è proprio di fronte a noi a poche centinaia di metri. Avendolo sempre in vista era inevitabile che non diventasse il luogo prescelto da Michela e Roberto per un'espansione comunitaria.

La chiesa di San Michele di Candeggio con dietro la canonica.

Due dei numerosi ospiti pellgrini/camminatori, che quasi ogni giorno si fermano per la cena e la notte, si rimettono in cammino di buon mattino. E' sempre molto interessante ascoltare le storie che ciascuno ha da raccontare.

Candeggio si trova esattamente a metà sul sentiero da Città di Castello e Pietralunga.

Gli orti a bancale ormai si avviano verso la fine della stagione e dopo aver raccolto tutti i pomodori, melanzane e zucchine, in attesa delle varietà invernali, stanno dando insalate, mais e biete varie.

Spennellatura di olio di lino cotto sull'intonaco in argilla e paglia realizzato quest'estate sul capanno degli attrezzi, la regola dice: "Olio di lino cotto sulla terra cruda e olio di lino crudo sulla terra cotta". Abbiamo anche scavato un piccolo canale di scolo per l'acqua tutto intorno e riempito con un brecciolino grossolano.

Uno dei vantaggi dell'intonaco in terra cruda è la semplicità di correggere in pochi minuti eventuali difetti riutilizzando il materiale originale.

Roberto in versione pizzaiolo con il bel forno in terra cruda costruito durante un workshop. Anche qui si rinnova la tradizione di scoprire molti amici in comune, in questo caso sopratutto siciliani...

A Che Passo! Vivono anche 4 galline ed un gallo che ha un comportamento veramente insolito, forse perchè è l'unico sopravvissuto ad un attacco di volpe o faina.
Verso mezzogiorno viene preso dal sonno e si sdraia a terra come un cane come se fosse morto, a volte invece si addormenta in piedi piegandosi in avanti come un nonno.

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